Bike Man

Torno ogni tanto in quel posto, con la mente ci passo e ci ripasso, e con le ruote sgonfie che ci arrivavo affannato.

Lui mi guardava da li dietro e mi esclamava “aspiett lloc” mentre si avvicinava quasi scavalcando, io con gli occhi volevo sorgere cosa ci fosse dietro quella montagna di biciclette fatte a pezzi.

E la mia fantasia non riusciva a darmi risposta, quando poi si avvicinava restavo di stucco e non riuscivo a distogliere lo sguardo dalla sua fronte annerita quasi come se fosse un carbonaio, in realtà non mi incuriosiva il colore scuro del grasso nero delle catene, ma quel enorme bernoccolo che gli spuntava sulla fronte, mi sono sempre chiesto se gli provocasse dolore, ma non ho mai avuto il coraggio di domandarglielo.

Vico lungo trinità degli spagnoli, quasi alla fine sulle scale, c, era quando ero piccolo, una casa bottega dove tutti i ragazzini dei quartieri spagnoli andavano ad aggiustare le biciclette, questa casa abitata da una persona che viveva sommersa in un agglomerato di pedaliere, selle, manubri e fanalini, fungeva da pit-stop per chiunque avesse bisogno di riparare o sostituire pezzi alla propria bici.

Qualcuno di voi sa bene di chi sto parlando, ma non tutti hanno conosciuto questo personaggio misterioso. Non so che fine abbia fatto o se sia morto, anche se credo proprio di sì, ma quello di cui sono sicuro e che Giritiello d’e’ biciclette ogni tanto nei miei ricordi mi viene sempre a dare una mano per aggiustare la mia bicicletta verde. Non dimenticare, significa anche e soprattutto ricordare i luoghi e le persone della propria infanzia.

VIGNETTA DI SALVATORE SAURO