Calcio e Covid19… riflessioni

Il mondo del calcio professionistico è un’industria e non certo sport amatoriale, in Italia così come in Europa ed in tutto il mondo si è fermato nella prima fase dell’emergenza sanitaria scaturita dal Covid19, si è fermato in quanto non c’era la necessità di farlo andare avanti a differenza di industrie di altri settori come quelle alimentari, a differenza di altri settori lavorativi; prima della cosiddetta fase due in Italia si è discusso molto se fermare i campionati o farli riprenderli per concluderli.
Sulla ripresa del calcio sono d’accordo per un punto ed in disaccordo per un’altro.
Trovo che il calcio professionistico da un lato debba riprendere in quanto è un’industria che è fulcro di una filiera economica, fermarlo significherebbe creare danni economici non solamente alle società calcistiche ed ai calciatori ma anche a tanti settori collegati e soprattutto agli sport minori ma da un’altro punto invece voglio che non riprenda perché rimetterlo in gioco vorrebbe dire azionare la parte più importante che lo mantiene in piedi, quella della passione dei tifosi che in questo momento è bloccata.
Si provi ad immaginare la situazione di squadre come Lazio ed Inter che fino a prima del blocco del calcio erano in lotta per lo scudetto od ad esempio quella dell’Atalanta che potrebbe scrivere una grande pagina in una competizione come la Champions League od il Napoli che potrebbe vincere la coppa Italia; con quale stato d’animo i tifosi di queste compagini festeggerebbero eventuali risultati positivi delle loro squadra del cuore? Non sarebbe possibile e non essendo possibile vorrebbe dire negare una gioia, cosa che è la base del tifo sportivo.
Secondo il mio modo di valutare le cose la classe dirigente del calcio professionistico fa bene a voler riprendere le competizioni, ovviamente osservando tutta una serie di parametri che tutelino la salute di atleti ed addetti ai lavori, fa bene perché deve tutelare i suoi interessi economici, farebbe bene però invece l’insieme dei tifosi di tutte le squadre ad opporsi non finanziando più il sistema calcio, farebbe bene a costringere i dirigenti del calcio professionistico a fermare tutto, dovrebbe avere la forza di dire che non è interessata ad un calcio senza emozioni.
Per come la vedo io non deve essere l’industria calcio a fermarsi ma l’insieme dei tifosi a fermarla, secondo il mio punto di vista il tifoso ha un potere che non applica.