Diritto di replica- episodio delle gomme bucate ai quartieri spagnoli- parlano Antonio e Jessica del bar Santamaria

Episodio delle gomme bucate ai quartieri spagnoli- parlano Antonio e Jessica del bar Santamaria

la replica dei proprietari del bar che condannano  l’episodio ma si dichiarano estranei ai fatti

Lo scorso sabato 2 giugno ai quartieri spagnoli si è verificato un episodio che avuto come protagonisti Antonio e Jessica gestori del Bar Santamaria, sito in Via Speranzella 125, ed un uomo di Isernia con la sua auto.

Secondo la ricostruzione dei fatti l’uomo di origine molisana la notte di venerdì 1 giugno avrebbe parcheggiato la sua auto, dopo non aver trovato altri posti disponibili, in prossimità dell’entrata del bar Santamaria in via Speranzella, chiuso a quell’ora, andando occupare quell’area in cui vengono sistemati i tavolini per le consumazioni esterne.

L’auto così parcheggiata sarebbe rimasta lì per tutta la giornata successiva, il sabato, senza neanche che, tra l’altro, il proprietario avesse esposto un biglietto con i suoi recapiti per poter essere contattato nel caso in cui la sua auto avesse creato degli impedimenti.

La sera dello stesso sabato l’uomo si sarebbe recato insieme alla famiglia nel luogo in cui l’auto era in sosta ma al loro arrivo avrebbe trovato una sgradita sorpresa: tre dei quattro pneumatici tranciati impedendo così lo spostamento del veicolo. Oltre a ciò l’uomo avrebbe subito un’aggressione verbale da parte di una donna, sedicente cugina di Antonio e Jessica, proprietari del bar in questione.

L’episodio crea nell’uomo paura e rabbia tant’è che decide di far valere le proprie ragioni rivolgendosi alla stampa puntando il dito contro i due giovani gestori del bar definendo “teppistico” la loro azione vendicativa.

Noi della Voce dei quartieri spagnoli abbiamo voluto ricostruire l’accaduto anche attraverso la voce e la versione dei fatti dell’altra parte in causa, ovvero i due coniugi del bar Santamaria.

Antonio e Jessica dichiarano che nella giornata di sabato all’apertura del loro esercizio commerciale avrebbero trovato l’auto parcheggiata nell’area tavolini ma, pur non potendo operare al 100% delle loro possibilità, avrebbero deciso di non prendere provvedimenti comprendendo le difficoltà nel trovare un posto adeguato al parcheggio dell’auto ai quartieri spagnoli.

Il giorno seguente una volta venuti a conoscenza del brutto episodio, anzi dei brutti episodi accaduti all’uomo di Isernia e alla sua auto, avrebbero deciso di contattare l’interessato dandogli il loro sostegno morale, condannando il gesto vandalico e rinnegando la parentela/amicizia con la donna che avrebbe aggredito la famiglia dell’uomo, e offrendosi di dare sostegno ed aiuto nella riparazione/sostituzione dei pneumatici a dimostrazione che il gesto vandalico non è intrinseco nello spirito dei quartieri spagnoli.

Dopo però essersi rivolto alla stampa l’uomo si sarebbe negato ad Antonio e Jessica lasciandoli così in balia degli occhi accusatori e delle voci di popolo senza che essi avessero potuto avere, sin ora, la possibilità di difendersi dalle accuse e dire la loro versione dei fatti.

Noi non sappiamo quale sia la verità, non sappiamo da quale parte della bilancia della giustizia pendi l’ago ma possiamo affermare con certezza che con troppa facilità e frettolosità è stato puntato il dito e scelta la soluzione più ovvia e di comodo.

 

Fabio De Rienzo