IL MARE COME AMICO

IL MARE COME AMICO

È al mare che porto le confidenze intime della mia anima, quelle che altrimenti resterebbero intrappolate nelle reti dell’orgoglio.

Li di fronte al mare resto da solo, si, perché è da solo che in quei momenti debbo restare, con in “dono”, per quella maestosità di acque e calore, un mucchio troppo alto di polverosi dolori e angosce, lasciando che la salsedine indurisca il mio cuore, corroda i miei lamenti e che il vento spazzi via, ad uno ad uno, quei granelli accumulatisi per troppo tempo.

Devo fuggire dal cemento che sotto il sole cocente emana quell’acre opprimente, solitudine di città, devo allontanarmi dalla moltitudine di vuoti che l’estate porta con sé, ho bisogno di evadere dalla realtà, cadavere in decomposizione, necessito di isolarmi dai tutti “devi fare e “devi dire”, sordità emozionale.

Per fortuna abito a Napoli, per fortuna qui il mare è presente, è presente ovunque, non è entità a sé stante, è la malta che tiene saldi i mattoncini d’umanità, che altrimenti cadrebbero uno ad uno, è il sangue che scorre nelle vene per ossigenare i tessuti spirituali che si rigenerano da millenni, è l’intelaiatura che tiene su un’anima mai arrendevole.

Questa miscela di acqua e sale, non una mescola a caso, no, ma questa brevettata a Napoli, il mare che ci appartiene, è mia amica. Il mare come migliore amico, quello con cui non hai bisogno di parlare, di raccontare con parole comprensibili ad orecchi altrui, che riesce a farti star bene senza ficcarti a forza con l’imbuto giù per la gola un flusso di parole, dure come sassi e internamente vuote, è questo il rimedio. Mare rimedio del male.

Anche quando ho abitato fuori Napoli, quando ero a Bologna sentivo spesso il bisogno urgente di isolarmi, di cercare il mare. La città con la torre degli asinelli, è un luogo che ho amato, che mi accolto e fatto crescere ma non ha il mare. Lo cercavo ma non c’era, lo desideravo ma sfuggiva, allora lo ricreavo in me e gli parlavo a cuore aperto, a mante calda, ad occhi lucidi.

Il ricordo del mare mi porta sentimenti ambigui, gioia e amarezza, felicità e malinconia, un attimo di distensione che si intervalla con un magone alla gola. Un ricordo non è reale, per quanto riusciamo a ricostruirlo in modo dettagliato e realistico non si palesa davanti i nostri occhi, non si può toccare, non si può annusare, non si può vivere. Forse più è realistico più quel ricordo ci fa male.

Si tratta però, sempre di mare, ed il mare scaccia via lontano le onde del male.

Chissà se tutti quelli che abitano lontano da Napoli, da tanti, troppi anni, rivivono il mare, chissà se le gioie superano la malinconia. Ditemelo voi ma fatelo con tatto, ora non sono davanti al mare. Amare.

 

Fabio De Rienzo