Oggi si celebra Sant’Anna, la protettrice delle madri e delle partorienti.

Oggi la Chiesa celebra San Gioacchino e Sant’Anna, madre di Maria Vergine. Gioacchino ed Anna si amano veramente, ma non hanno figli: la loro fede viene però compensata dalla nascita di una bambina cui danno il nome “Maria”, che vuol dire “amata da Dio” e che poi sposò Giuseppe. Fin dall’antichità, in cui la mortalità infantile e delle partorienti era molto alta, sant’Anna divenne la protettrice delle donne incinte, che a lei si rivolgevano perché implorasse loro da Dio tre grandi favori: un parto felice, un figlio sano e latte sufficiente per poterlo allevare.

Secondo la tradizione Anna e Gioacchino, con Maria bambina, abitavano a Gerusalemme nei pressi dell’attuale Porta dei Leoni, nella parte nord orientale della città vecchia, laddove ci sono i resti della piscina di Betzaeta. Oggi nel luogo dove avrebbero abitato e dove sarebbe cresciuta Maria sorge una chiesa costruita dai crociati nel XII secolo, dedicata a sant’Anna e custodita dai Padri Bianchi. Sempre la tradizione vuole che le reliquie della Santa furono salvate dall’essere distrutte dallo stesso centurione Longino. I resti furono poi custoditi in Terra Santa finché ad opera di alcuni monaci non giunsero in Francia dove rimasero per anni. Durante le famose incursioni ottomane, l’intero corpo fu chiuso in una bara di cipresso e murato, per precauzione, in una cappella scavata sotto la nascente cattedrale di Apt. Molti anni dopo avvenne il ritrovamento, preceduto e seguito, secondo i racconti, da diversi miracoli che portarono all’identificazione del corpo, grazie perlopiù ad una scritta in greco. In seguito ne avvenne la smembratura e divisione fra i vari nobili e il clero: attualmente il suo teschio viene custodito e portato in processione il 27 luglio a Castelbuono in Sicilia. Tra i presunti miracoli si ricorda il “lumino” rimasto acceso accanto alla bara di cipresso per anni nonostante l’assenza di aria.